Non parte (che strano!) la “Fatura da sorte” all’italiana

In Portogallo “Fatura da sorte”, il sorteggio che permette di premiare periodicamente contribuenti e commercianti attraverso la registrazione telematica degli scontrini fiscali, ha un successo crescente ed è di pochi giorni fa l’ultima estrazione straordinaria; un’operazione con duplice funzione educativa, da un lato i cittadini si abituano a chiedere un giustificativo di spesa con validità fiscale (automaticamente utile per le possibili detrazioni, che il Fisco opera direttamente), dall’altro si premia il corretto comportamento con un “regalo” che è a sua volta positivo, infatti si vincono buoni del Tesoro. Insomma si crea un po’ di benessere (che se non si ha urgenza crescerà con gli interessi), si riducono i comportamenti fiscali non corretti e si stimola il consumatore alla cultura del risparmio.
L’idea, che anche altri Paesi hanno sperimentato, era stata virtualmente adottata anche in Italia. Introdotta con l’ultima legge di Bilancio sarebbe dovuta partire fra quattro mesi in via sperimentale e poi, a pieno regime, da gennaio 2018. Ma l’idea di un qualcosa che “traccia” gli scontrini fiscali (fatture semplificate in sostanza) non è certamente popolare in un Paese dove – secondo gli ultimi dati statistici disponibili e relativi a soggetti sottoposti agli studi di settore – un bar dichiara annualmente 16.800 euro e un ristoratore un po’ meno, esattamente 14.300 euro; un sistema telematico in grado di trasmettere le operazioni di cassa direttamente al Fisco e più cittadini disposti a pretendere uno scontrino smonterebbero queste cifre ridicole in pochi giorni. Ma niente paura! La “lotteria” degli scontrini in Italia non si farà, almeno per ora. Se ne riparlerà nel 2019 (a meno che il nuovo Governo che scaturirà dalle elezioni non decida di evitare questa iniziativa. Il motivo principale del rinvio è la mancanza dell’infrastruttura tecnologica della quale dovrebbero usufruire i commercianti per aderire al sistema. Su come trasmettere telematicamente i corrispettivi servono, è ovvio, certezze tecnologiche che richiedono del tempo. In attesa, complimenti a quelli che per ora hanno vinto, anche senza “lotteria”.