Jane Birkin ripropone un’antologia di Gainsbourg. Venerdì alla FCG

Nessuno può interpretare il repertorio di Serge Gainsbourg come l’impareggiabile Jane Birkin. La coppia si incontrò per la prima volta nel 1969, poi una storia d’amore e di provocazione li portò alla ribalta delle cronache (dove certamente speravano di finire) e mezzo mondo conobbe la canzone più censurata del ventesimo secolo: Je t’aime, moi non plus.  Il successo continuò, l’amore invece fini nel 1981 con una separazione che tuttavia non impedì il proseguimento della collaborazione artistica. Poi dieci anni dopo, nel ’91, Gainsbourg, il cui stile di vita lo aveva da tempo fatto etichettare di diritto tra gli “artisti maledetti”, morì improvvisamente.
La Birkin, di buona famiglia britannica, continuò a cantare le creazioni di Gainsbourg. Poi si risposò, con un regista francese, e nel corso degli anni si confermò come valente attrice di cinema (d’altra parte il suo vero esordio fu nel cinema, in Blow up di Michelangelo Antonioni, poco prima di trasferirsi in Francia) e poi di teatro. Ma ha sempre continuato a interpretare le celebri canzoni del suo primo compagno e maestro di trasgressione.
Ora Jane Birkin, con qualche primavera in più ottimamente portata, è pronta per una straordinaria performance in Portogallo, venerdì 14 alle 21, a Lisbona, all’Anfiteatro della Fondazione Calouste Gulbenkian. Sarà una autentica celebrazione in cui rievocare i più noti  classici del cantante francese con arrangiamenti per orchestra del pianista giapponese Nobuyuki Nakajima.
Molte le canzoni di questo ricco repertorio, tra cui La Javanaise, Jane B, Babe Alone in Babylone, La Chanson de Prévert, Requiem pour un con, Initiales BB, My Lady Heroine e Lost Song. Per gli appassionati davvero un’occasione da non perdere. Poi la tournée della Birkin farà rotta sul Giappone, poi il Belgio, il Regno Unito e infine una lunga serie di tappe francesi con Parigi in calendario al 26 di ottobre.